L'uomo non vola.. o perlomeno la natura non gli ha fornito le ali ,ma, l'uomo si sa ha ben altri strumenti per realizzare i suoi sogni. Se andiamo indietro a circa 100 anni fa, il 17 dicembre del 1903 i Fratelli Wright misero le ali mondo e da li la storia del volo cambiò definitivamente. I Fratelli Wright avevano appunto ingegno e fantasia gli unici strumenti su cui affidare i loro sogni. I mezzi per volare ormai sono diversificati dallo Shuttle, in pensione, al "tubi e tela" o al semplicissimo parapendio -è volare- con tecniche, conoscenze, emozioni e professionalità differenti; Volare è un fatto sociale quasi tutti per lavoro o per diletto per spostarsi hanno preso un aereo che in breve tempo li ha trasportati nel luogo desiderato. Ma è proprio qui la ragione di queste poche righe: cos'è realmente volare? Ho conosciuto molte persone nella mia vita sia in ambienti aeroportuali che al di fuori ed escludendo quindi i piloti e gli entusiasti di Aeronautica ( ma ci ritorneremo dopo ) c'è la gente comune che "usa" l'aereo ed è li il bello.. vedere le emozioni delle persone; si va dallo spensierato al seriamente preoccupato; io credo e penso che su quel tipo di aerei ( ovvero i liner o aerei passeggeri .. come preferite) la "percezione" del volo è quasi nascosta diciamo che è un "trasporto" in quota. Allora pensate o ancor meglio se avete l'occasione provate a volare su un piccolo aereo da turismo un ultraleggero ...vedrete la differenza. In tutto questo "gran volare" mi sono guardato intorno e ho cercato di capire dove stava ancora l'essenza che ha guidato i pionieri del volo aggiungedo quel tanto che basta di poesia e permettetemelo un pizzico di romanticismo. Ed ecco spuntare i Biplani ed i loro Piloti. Certo come appassionato e pilota non mi ero fatto sfuggire i libri di Richard Bach che tra i tanti ne aveva dedicato uno al "Biplano" ...Volare sul Biplano o "Signora" come viene affettuosamente chiamato dai suoi Piloti è un esperienza unica; il rapporto che il Pilota ha con l'aria che con l'aereo difficilmente si riscontra in altre occasioni. Per questo ho voluto realizzare e dedicare a loro questo piccolo racconto. Una nota finale; come è mia usanza non scrivo nel libro lascio che a raccontare siano le immagini a quelle affido le mie e le vostre emozioni. Buona lettura.




