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Nasce dal fuoco, Procida, e del fuoco conserva il ricordo nel calore delle mattine assolate, nei silenzi dei pomeriggi estivi. Era fuoco, migliaia di anni fa, anche il tufo giallo che oggi sprofonda nel mare, a picco sotto i bastioni di Terra Murata e di fronte all’isolotto di Vivara. E il lapillo grigio era incandescente, come la roccia bianca che qua e là affiora presso il mare. Procida è la meno famosa delle isole campane. C’è Capri, con la Piazzetta e i vip, c’è Ischia, con le acque termali e i resort, poi c’è questo piccolo mondo colorato che sembra un pezzo di Napoli staccato dai Quartieri Spagnoli e precipitato nell’azzurro del Golfo. Fatto di strade ombrose che d’improvviso si aprono in cortili illuminati dal sole, dove con il tempo i mattoni di tufo tornano alla loro natura di pietra morbida, rifugio di fiori impossibili e piante mostruose, mentre un fregio, una curva barocca, una fontana si svelano tra l’alluminio anodizzato e le tapparelle rotte. Intorno ronza il traffico dei motorini e delle auto, qualche turista interroga la cartina o curiosa nelle botteghe.
La primavera inoltrata è un momento ideale per visitare Procida, che si raggiunge facilmente da Pozzuoli o da Napoli. Si può scegliere l’aliscafo, ma se il tempo è bello è preferibile il traghetto: si spende meno e si viaggia accompagnati dai gabbiani fino a metà percorso. Poi, con il vento a favore, l’isola si annuncia con un profumo di limoni in fiore.
L’isola è piccolissima e per girarla a piedi basta un weekend. Si arriva al porto di Marina Grande, accolti da un palazzo merlato che fu residenza reale prima e convento poi (oggi è un caotico condominio), si percorre Marina Grande, quindi via Roma. Ci si può fermare per un caffè e una lingua procidana, dolce di pasta sfoglia e crema, provare una pizza o una frittura di pesce, o chiedere in salumeria una «colazione», un panino imbottito, magari con mozzarella di bufala...

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About the Author

Mauro Mallozzi
applepiestd Cisterna di Latina, LT, ITALY
“Free your mind and seize the moment”. The extension of your thought is right there in front of you, in the sight of your camera… take a look around you, let yourself go and open yourself to new experiences, lights, colors, places, perfumes, sensations. Capture first inside you and then on the film the picture in front of you as if it's the last possible. I was born in Perugia (Italy) in 1954, studied technical-scientific matters and made work experiences in the industry field. I’m passionate of photography and love traveling choosing destinations and courses I take to reach them. I overgrow pictorial, graphical and informatics interests; I’ve matured helpful experiences in the photographic field by an advertising studio and have exhibited my works in some photographic exhibition. I try to translate in reality an image creates in mind, to seize what I think and see trying to make fleeting the limit between photography and picture, pictured subject and the evocation of a feeling.

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